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Il 27 luglio 2026 NVIDIA annuncia la Open Secure AI Alliance, un consorzio per “sviluppare e condividere tecnologie, tecniche e strumenti aperti per proteggere il software e gli agenti nell’era dell’AI”. La Linux Foundation fornisce la struttura di governance.
L’elenco pubblicato da NVIDIA porta, oltre a NVIDIA stessa, trentasei organizzazioni: Adobe, Cadence, Capital One, Cisco, Cloudera, Cloudflare, Cognition, CrowdStrike, Databricks, Dell Technologies, DoorDash, Elastic, HPE, Hugging Face, IBM, LangChain, Linux Foundation, Microsoft, NAVER, NetApp, Nous Research, OpenClaw, Palantir, Palo Alto Networks, Red Hat, Reflection AI, Salesforce, SAP, ServiceNow, Siemens, SK Telecom, Snowflake, SpaceXAI, Synopsys, Thinking Machines Lab e TrendAI.
Una nota di metodo prima di andare avanti: il conteggio dei membri varia a seconda di chi lo riporta. Il post di NVIDIA parla di oltre quaranta organizzazioni, The Hacker News titola su trentasette membri, Help Net Security ne conta ventisette. La lista nominativa è una sola ed è quella sopra. Quando una cifra semplice come il numero dei fondatori esce con tre valori diversi il primo giorno, di solito significa che il materiale distribuito alla stampa era più scarno dell’annuncio.
L’argomento fondativo
La tesi con cui l’alleanza si presenta non è astratta, ha una data e un caso. È l’incidente di sicurezza di Hugging Face di luglio 2026, di cui abbiamo scritto la settimana scorsa.
Nella ricostruzione ripresa dall’alleanza, durante la risposta all’intrusione gli strumenti AI chiusi si sono rivelati inservibili nel momento decisivo: incapaci di distinguere gli attaccanti dai difensori, hanno bloccato l’analisi forense proprio mentre serviva. Hugging Face ha potuto ricostruire l’attacco e contenerlo usando un modello a pesi aperti, GLM 5.2, per analizzare oltre 17.000 azioni.
È un argomento forte perché è specifico. Il filtro di sicurezza di un modello proprietario non ha modo di sapere se chi gli chiede di analizzare un exploit lo stia scrivendo o lo stia subendo: rifiuta in entrambi i casi. Per chi fa incident response quel rifiuto arriva nell’ora peggiore e non è appellabile.
Cosa mettono sul tavolo
I contributi tecnici citati nell’annuncio sono, in gran parte, progetti che esistevano già e che vengono portati sotto l’ombrello comune:
- NOOA (NVIDIA Labs Object-Oriented Agent), framework open source su GitHub per rendere gli agenti testabili e tracciabili.
- Safetensors di Hugging Face, il formato per salvare i pesi dei modelli senza il rischio di esecuzione di codice arbitrario che affligge i formati basati su pickle.
- SPIFFE/SPIRE, gli standard di identità a fiducia zero, portati da HPE.
- Lightwell, progetto di IBM e Red Hat per estendere la sicurezza alla supply chain open source.
- MDASH, il sistema di scansione multi-modello di Microsoft.
- Grok Build, l’agente di coding open source di SpaceXAI.
La direzione dichiarata è uno “stack di difesa aperto per gli agenti” costruito su tre assi: identità, isolamento e formati di modello sicuri. Chi ha seguito la storia recente riconosce i tre problemi: sono esattamente quelli emersi nell’incidente Hugging Face.
I precedenti
Un consorzio industriale sulla sicurezza dell’AI non è una novità del 2026. Vale la pena mettere in fila i precedenti, perché il confronto dice più dell’annuncio.
Coalition for Secure AI (CoSAI), luglio 2024, ospitata da OASIS Open. Sponsor fondatori: Google, IBM, Intel, Microsoft, NVIDIA, PayPal, Amazon, Anthropic, Cisco, Chainguard, Cohere, GenLab, OpenAI e Wiz. Tre aree di lavoro: sicurezza della supply chain dei sistemi AI, preparazione dei difensori, governance della sicurezza AI. CoSAI dichiara di collaborare con Frontier Model Forum, Partnership on AI, OpenSSF e MLCommons.
Akrites, 25 giugno 2026, ospitata dalla Linux Foundation. Nasce da una constatazione che abbiamo raccontato con i numeri del kernel: i modelli AI trovano vulnerabilità in minuti invece che in settimane e la coda di triage dei maintainer non regge il ritmo. La risposta di Akrites è organizzativa più che tecnologica: un SIRT condiviso che dia ai maintainer un interlocutore prevedibile invece di un diluvio di segnalazioni scoordinate e il ruolo di maintainer di ultima istanza per i pacchetti critici rimasti senza nessuno. Impegni fondativi da AWS, Anthropic, Chainguard, Cisco, Citi, Endor Labs, Ericsson, Google, IBM e GitHub, JPMorganChase, Microsoft, NVIDIA, OpenAI, RapidFort, Red Hat, Rust Foundation, Sonatype, Vodafone e Zscaler.
Sovrapponendo le tre liste emergono due fatti.
Il primo: NVIDIA c’è in tutte e tre. Il che è coerente ed è anche il punto in cui va ricordato che NVIDIA vende i chip su cui l’AI gira, quindi ha un interesse economico diretto e legittimo perché l’AI si diffonda il più possibile, aperta e ovunque. È lo stesso rilievo che abbiamo fatto tre giorni fa a proposito della lettera “Open Weights and American AI Leadership”, anch’essa ospitata da NVIDIA. Due spinte sui pesi aperti in quattro giorni, una sul piano della policy e una su quello della sicurezza, dalla stessa orbita.
Il secondo fatto è più notevole: nella Open Secure AI Alliance non ci sono Google, OpenAI e Anthropic. Tutti e tre siedono in CoSAI, tutti e tre hanno preso impegni in Akrites, due su tre hanno firmato la lettera sui pesi aperti la settimana scorsa. Mancano proprio nell’alleanza che mette i modelli a pesi aperti al centro della difesa e che si presenta con un caso in cui gli strumenti chiusi hanno bloccato dei difensori. Nessuna delle tre aziende ha commentato l’assenza e non sappiamo se sia una scelta, un’esclusione o solo una questione di tempi: registriamo il dato senza attribuirgli un movente.
Cosa manca all’annuncio
Al 27 luglio, insieme all’annuncio non sono stati pubblicati: la struttura di governance nel dettaglio, la roadmap comune, il primo deliverable multi-membro e i modelli, i pesi e i dataset che NVIDIA dichiara di voler mettere a disposizione. Non ci sono nomi e ruoli di chi guida l’alleanza, né un calendario.
Questo non squalifica l’iniziativa, che nasce con nomi pesanti e con una fondazione seria alla governance. Serve però a inquadrare cosa si sta guardando: un annuncio di intenti, non un rilascio. La differenza fra i due si misura fra sei mesi, sul primo artefatto che esce con più di una firma sopra.
Cosa ne pensiamo
Va detto in apertura, perché altrimenti l’entusiasmo si legge male: questa alleanza sostiene esattamente la tesi che portiamo avanti da anni e che abbiamo messo nel nostro posizionamento prima che diventasse argomento di consorzi industriali. Open Intelligence, Secure Governance dice due cose: che l’intelligenza su cui poggi il lavoro va posseduta e ispezionabile e che possederla non basta senza un piano di controllo che registri e filtri cosa fa. Quando una coalizione da trentasette organizzazioni presenta le stesse due cose come programma, il nostro giudizio non è neutrale e sarebbe disonesto fingerlo.
Detto questo, l’argomento dell’incidente Hugging Face merita attenzione anche da chi la pensa diversamente, perché è il primo caso pubblico e documentato in cui la chiusura di un modello ha danneggiato un difensore in un incidente reale. Fino a ieri il dibattito sui pesi aperti girava attorno al rischio di uso improprio, che è reale e che NVIDIA stessa riconosce nell’annuncio. Ora sul piatto c’è anche il costo opposto e ha una data.
Per chi gestisce sistemi, la lezione operativa è indipendente dall’alleanza e vale da subito. Nel piano di incident response va scritto quale strumento userete quando quello abituale si rifiuta di rispondere. Un modello a pesi aperti che gira nel vostro perimetro non è solo una scelta di sovranità o di costo: è il piano B di una capacità che potreste scoprire di non avere nel momento sbagliato. È lo stesso motivo per cui trattiamo la frontiera chiusa come tecnologia che qualcun altro può filtrare o spegnere, come nel caso Fable 5.
L’altra metà resta il controllo. Un agente di difesa che ispeziona log, esegue comandi e tocca sistemi in produzione è il caso d’uso in cui audit trail e policy servono di più, non di meno: è ciò che fa Admina su qualunque modello, locale o remoto. È il senso del paradigma OISG. Aggiungiamo la parte noiosa che nessun consorzio risolve al posto vostro: fra CRA e SBOM le stesse domande su provenienza e inventario arrivano dal regolatore, con scadenze già fissate.
Il consorzio giusto sul tema giusto, con un caso reale a sostenerlo. Ne riparliamo quando esce il primo artefatto: è quello il momento in cui si vede se il tavolo produce codice o comunicati.
Fonti
- NVIDIA: Industry Leaders Join Open Secure AI Alliance for AI Safety and Security
- Linux Foundation: Open Models and Open Weights Are Foundational to Secure AI
- Help Net Security: Tech giants form alliance to put open AI in cyber defenders’ hands
- The Hacker News: NVIDIA Forms 37-Member Open Secure AI Alliance and Open-Sources NOOA Framework
- OASIS Open: Introducing the Coalition for Secure AI (CoSAI)
- Linux Foundation: Launch di Akrites
