Snowden e la crittografia: giugno 2013 come punto di svolta del web sicuro

Le rivelazioni Snowden di giugno 2013 sui programmi NSA e la reazione della comunità tecnica: IETF, riforma dei protocolli TLS, diffusione di HTTPS, forward secrecy, audit delle librerie crypto Open Source. Un punto di svolta culturale.

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Giugno 2013

Il 5 giugno 2013 The Guardian pubblica il primo articolo derivato dai documenti consegnati da Edward Snowden, ex contractor NSA, alla giornalista Laura Poitras e ai giornalisti Glenn Greenwald e Ewen MacAskill. Nei giorni successivi seguono articoli su The Washington Post, Der Spiegel, Le Monde, O Globo e altri. Le rivelazioni rese pubbliche tra giugno e ottobre 2013 includono:

  • PRISM — programma di raccolta dati dai principali provider internet americani (Microsoft, Google, Yahoo, Facebook, Apple)
  • BULLRUN — programma di attacco/indebolimento di standard crittografici pubblici
  • Bulk metadata collection — raccolta di massa di metadati telefonici e internet
  • XKeyscore — sistema di analisi del traffico internet
  • TEMPORA — programma GCHQ (UK) di tap su cavi sottomarini
  • Collaborazione con partner “Five Eyes” (USA, UK, Canada, Australia, Nuova Zelanda)

Il contenuto delle rivelazioni è oggetto di dibattito politico e giuridico ben oltre lo scope tecnico. Qui interessa l’impatto sulla comunità tecnica Open Source e sulla postura crittografica del web.

La reazione tecnica

La reazione della comunità IT è articolata e coordinata. Alcuni eventi chiave nei 18 mesi successivi:

IETF e “pervasive monitoring”

Nell’autunno 2013 l’Internet Engineering Task Force — l’organo di standardizzazione tecnica di Internet — discute apertamente il tema. Esce, nel maggio 2014, il RFC 7258 intitolato “Pervasive Monitoring Is an Attack”, che dichiara formalmente che la sorveglianza di massa è un attacco contro il quale i protocolli devono essere progettati. È una presa di posizione storica della comunità tecnica.

Riforma TLS

Al giugno 2013 TLS 1.2 è lo stato dell’arte (pubblicato RFC 5246 nel 2008), ma è ancora minoritario su Internet — molti server usano TLS 1.0 o persino SSLv3. I lavori su TLS 1.3 accelereranno: il WG IETF, guidato tra gli altri da Eric Rescorla (Mozilla), lavora a un protocollo che impone forward secrecy, rimuove meccanismi deprecati e riduce la latenza dell’handshake.

HTTPS Everywhere

L’iniziativa HTTPS Everywhere della Electronic Frontier Foundation (EFF) esisteva già dal 2010 come estensione browser; post-Snowden la pressione per rendere HTTPS universale cresce. Google annuncia nel 2014 che userà HTTPS come ranking signal in Google Search — spinta di mercato per l’adozione.

Let’s Encrypt

Nel 2014 l’Internet Security Research Group (ISRG) — con supporto EFF, Mozilla, Akamai, Cisco — avvia il progetto Let’s Encrypt, CA gratuita con certificati emessi automaticamente tramite protocollo ACME. Beta nel 2015, GA nell’aprile 2016. Let’s Encrypt porta a decine di milioni il numero di siti HTTPS nel primo anno di operatività.

Audit di librerie crypto Open Source

OpenSSL — libreria crypto più diffusa — era sotto-finanziata e con un team esiguo. Post-Snowden e dopo la scoperta di Heartbleed (aprile 2014, CVE-2014-0160), la comunità reagisce: Core Infrastructure Initiative (Linux Foundation, 2014) finanzia la sicurezza delle librerie Open Source critiche. LibreSSL è forkato da OpenBSD nel 2014. BoringSSL viene forkato da Google. Audit indipendenti intensificati.

Forward Secrecy come default

Perfect Forward Secrecy (PFS) — proprietà per cui la compromissione della chiave privata del server non compromette sessioni passate — era nota ma opzionale. Post-Snowden diventa pratica standard: server configurati con ECDHE come cipher suite preferita, RSA key exchange deprecato.

Revisione degli standard NIST

Dual_EC_DRBG — generatore pseudocasuale standardizzato NIST — era già sotto sospetto (Bernstein-Lange-Niederhagen 2007; Bruce Schneier 2007) per una possibile backdoor. Le rivelazioni Snowden confermano: documenti BULLRUN suggeriscono compromissione. NIST ritira ufficialmente lo standard nel 2014, aggiornando SP 800-90A.

Crescita dei messaggi cifrati end-to-end

  • Signal Protocol (Open Whisper Systems) consolida nel 2013-2014
  • WhatsApp adotta Signal Protocol nel 2014-2016
  • TextSecure (poi Signal) diventa raccomandazione standard

L’impatto industriale

L’impatto sulla postura di sicurezza delle aziende è sostanziale:

  • HTTPS everywhere nei siti pubblici
  • Certificate pinning e HSTS (RFC 6797) adottati
  • Audit di logging esteso per rilevare internal threats (sul modello Snowden stesso, insider)
  • Regimi privacy rafforzati — la reazione politica europea sta alimentando i lavori sul nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati (proposta della Commissione europea 2012)
  • Cloud sovrano — dibattito in Europa sulla dipendenza da provider statunitensi

Nel contesto italiano

Gli effetti sull’ecosistema italiano:

  • Adozione crescente di HTTPS nei portali pubblici (processo gradualmente completato verso fine decennio)
  • Revisione delle regole tecniche AgID sulla sicurezza digitale
  • Spinta al cloud sovrano: attenzione ai provider italiani ed europei
  • Ripresa del dibattito pubblico sulla cifratura e privacy — questione che si riaffaccia periodicamente nei cicli politici italiani ed europei

Cosa resta

A distanza di anni dal giugno 2013, la traccia delle rivelazioni è visibile ovunque nell’infrastruttura tecnica del web: HTTPS universale, TLS 1.3, Let’s Encrypt, end-to-end encryption normalizzata nei prodotti di messaggistica, esame pubblico delle librerie crypto. La comunità Open Source ha risposto agli eventi con autocritica tecnica e investimenti: il risultato è un Internet misurabilmente più sicuro dal punto di vista crittografico rispetto al 2012.

Il giugno 2013 non ha solo raccontato cosa è stato fatto dai programmi di sorveglianza; sta imponendo all’industria una maturazione accelerata di strumenti e pratiche di sicurezza che altrimenti avrebbero richiesto decenni.


Riferimenti: Rivelazioni Snowden (5 giugno 2013 in avanti), The Guardian, The Washington Post.

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