Il cloud privato diventa possibile
Nel 2010 Amazon Web Services domina il cloud pubblico — EC2 (2006), S3 (2006), RDS, CloudFront — senza alternative realmente paragonabili. Le organizzazioni che desiderano cloud privato o ibrido (per motivi normativi, di costo, di sovranità dei dati) non hanno strumenti Open Source maturi per costruirselo.
OpenStack nasce in questa lacuna come collaborazione tra NASA — che aveva sviluppato Nebula, piattaforma IaaS interna — e Rackspace, hosting provider con una propria soluzione di object storage. Il progetto è stato annunciato a luglio 2010 come iniziativa Open Source con licenza Apache 2.0 e cadenza di rilascio semestrale.
Le prime tre release:
- Austin (ottobre 2010) — primo rilascio, Nova + Swift
- Bexar (febbraio 2011) — seconda, aggiunta di Glance per le immagini VM
- Cactus (15 aprile 2011) — terza, consolidamento
I componenti base
Nova — compute orchestrator. Gestisce VM attraverso hypervisor (KVM, Xen, Hyper-V), espone API REST stile AWS EC2, coordina scheduling su pool di compute node, gestisce networking (nel design iniziale; poi separato in Neutron).
Swift — object storage distribuito, ispirato al modello di Amazon S3. Contributo di Rackspace da codice interno (Cloud Files). Nessun single point of failure, replicazione configurabile, consistency eventual, API REST.
Glance — servizio di registro immagini VM (introdotto in Bexar). Consente il catalogo e distribuzione di immagini ai compute node di Nova.
Keystone — arriverà in Essex (aprile 2012): servizio di identity, autenticazione unificata, autorizzazione via ruoli/progetti/domini.
L’ambizione comunitaria
OpenStack adotta un modello di governance comunitaria aperta: non un singolo vendor possiede il progetto, le decisioni sono prese da Technical Committee elettivi, i release sono pubblici. Questo è diverso da strategie simili-per-intento ma diverse-per-controllo (per esempio Eucalyptus, altro IaaS Open Source fondato 2008 con licenza GPL, molto più controllato dal fondatore).
Al 2011 l’adesione industriale cresce rapidamente: HP, Dell, IBM, Intel, AT&T, Canonical (Ubuntu), Red Hat, SUSE, Cisco si iscrivono come membri corporate, a supporto di una futura fondazione indipendente.
Concorrenti e alternative
A metà 2011 lo spazio IaaS Open Source include:
- Eucalyptus — pionieristico, 2008, compatibilità API AWS, licenza GPL poi open core. Declino relativo con crescita di OpenStack
- OpenNebula — progetto europeo (Ibero America), IaaS per HPC, focus differente
- CloudStack (Cloud.com / Citrix) — più enterprise-oriented, passerà a Apache Foundation 2012
- oVirt (Red Hat) — virtualization management, non IaaS completo
OpenStack attrae la maggiore adesione grazie al modello aperto e all’endorsement industriale.
Adozione enterprise
Al 2011 OpenStack inizia a entrare in produzione:
- NASA continua ad usarlo internamente
- Wikimedia Foundation — backend Wikimedia Labs
- CERN — progetto pilota di cloud privato per il laboratorio
- Rackspace Cloud — offerta pubblica basata su OpenStack
- Università e centri di ricerca europei e americani
In Italia: INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) valuta OpenStack per il cloud privato in contesto scientifico. Si aprono i primi progetti in università e PA italiana.
Il ruolo nella storia del cloud
OpenStack è il primo tentativo industrialmente credibile di costruire un’alternativa al cloud pubblico AWS con modello Open Source multi-vendor. La sua esistenza rende possibile ai governi, alle aziende regolamentate, agli operatori telco, alle strutture HPC scientifiche di costruire cloud privati con API compatibili con stili comuni.
Riferimenti: OpenStack Cactus (15 aprile 2011). Annuncio progetto luglio 2010 (NASA + Rackspace). Componenti: Nova (compute), Swift (object storage), Glance (image registry). Licenza Apache 2.0.