Il limite del CSS raw
A metà anni 2000 il CSS manca di funzionalità basilari: nessuna variabile, nessuna funzione, nessun modulo, nessuna possibilità di riutilizzo. Fogli di stile grandi diventano ripetitivi (colori replicati ovunque, calcoli a mano). La comunità cerca strumenti di preprocessing.
Sass nasce
Sass (Syntactically Awesome Style Sheets) è creato da Hampton Catlin nel 2006 e sviluppato principalmente da Natalie Weizenbaum dal 2008 in poi. Inizialmente fa parte del framework Haml (template HTML per Rails). Licenza MIT.
La sintassi originale è indentata, Python-like:
$primary: #3B79B0
.card
background: $primary
&:hover
background: darken($primary, 10%)
Feature principali
- Variabili —
$primary: #3B79B0 - Nesting — regole annidate come l’HTML
- Partials —
_buttons.scssimportabili con@import - Mixins — blocchi riusabili con parametri
@mixin,@include - Functions — logica
@function, operatori matematici - Color functions —
darken(),lighten(),mix(),rgba() - Loops e conditionals —
@each,@for,@if - Placeholders —
%class-namecon@extend
Ecosistema iniziale
L’implementazione è Ruby Sass (gem installabile via gem install haml). Il framework Haml (template engine) include Sass come componente, ma Sass è già distribuibile come tool indipendente.
Nel contesto italiano
Nei team frontend italiani più aggiornati Sass inizia a comparire nei progetti Rails e in alcuni WordPress custom. L’adozione di massa dipenderà dalla capacità di Sass di staccarsi da Haml e di offrire una sintassi più vicina a CSS.
Riferimenti: Sass (2006). Hampton Catlin, Natalie Weizenbaum. Licenza MIT. Haml e Ruby Sass come prima distribuzione.
