CMOS — Content Management Open Source

Piattaforma di Content Management interamente Open Source per la pubblicazione multi-canale e multi-device, sviluppata con Bassilichi S.p.A. su core Zope/CMF (la base che sarebbe poi diventata Plone).

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Il progetto

CMOSNuova piattaforma in ambiente Open Source per la realizzazione di sistemi di Content Management fruibili in modalità multidevices — è un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finanziato dal MIUR nell’ambito del Pacchetto Integrato di Agevolazioni (PIA), attivo da settembre 2002 a febbraio 2005 (30 mesi), con capofila Bassilichi S.p.A. (oggi parte del gruppo Nexi) e con la partecipazione di noze e dell’Università di Firenze.

Obiettivi

Realizzare una piattaforma di Content Management interamente Open Source, modulare e scalabile, in grado di:

  • Gestire contenuti dinamici, multi-utente e multi-canale (web, mobile, kiosk)
  • Personalizzare l’erogazione dei contenuti per profilo utente, dispositivo e lingua
  • Supportare workflow editoriali con approvazione, revisioni, scadenze e notifiche
  • Integrarsi con database e sistemi esterni preesistenti (LDAP, SQL, file system)
  • Garantire piena accessibilità (WAI/W3C) e usabilità

L’idea era anticipare di fatto quello che oggi chiamiamo headless CMS / content-as-a-service, costruito però con l’ambiente più maturo Open Source dell’epoca.

Il ruolo di noze

In CMOS noze ha portato l’esperienza maturata con InFlow, il proprio CMS Open Source già in produzione presso clienti come Radio 105, Katalavoro, Università di Pisa, Prometeia, Mate, Radio Montecarlo. InFlow non è confluito direttamente nel progetto, ma l’esperienza sul campo con Zope/CMF ha orientato le scelte progettuali di CMOS. I contributi tecnico-scientifici di noze sono documentati in più documenti di progetto, in particolare:

  • “Perché Zope e CMF” — analisi comparativa dei principali CMS Open Source dell’epoca (eZ publish, phpWebSite, Slash, SteelBlue, Typo3, phpCMS, Midgard, Velocity, Zope+CMF) e motivazione tecnica della scelta di Zope + CMF (la base su cui di lì a poco sarebbe nato Plone) come fondamenta del sistema CMOS
  • “Considerazioni sui moduli” — disegno architetturale della suddivisione modulare della piattaforma
  • Specifiche dei moduli di workflow, sicurezza/permessi, indicizzazione XML, e gestione di tassonomie e ontologie

Il valore portato da noze era l’esperienza concreta su una tecnologia (Zope + CMF) ancora poco diffusa in Italia ma destinata a diventare lo standard dei CMS Open Source nella decade successiva.

Nel corso del progetto la piattaforma è stata migrata verso un’architettura Java Enterprise (J2EE), scelta come stack definitivo per la sua maturità in ambito enterprise, la disponibilità di application server robusti e la maggiore adozione da parte dei partner industriali.

Tecnologie

Java Enterprise (J2EE) come architettura definitiva; nella fase iniziale di prototipazione: Linux, Zope (web application server in Python), CMF — Content Management Framework, DTML, Python; trasversali a entrambe le fasi: XML/XSLT, LDAP, integrazione con database SQL e Object Database.

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