L’idea originaria
Nel 2005 Adrian Bowyer, docente di ingegneria meccanica all’Università di Bath (UK), avvia il progetto RepRap (Replicating Rapid-prototyper) con un’idea provocatoria: costruire una stampante 3D a deposito di filamento fuso (FDM) in grado di stampare la maggior parte delle proprie parti. Una macchina che si auto-riproduce — o quanto più ci si avvicina possibile con i materiali disponibili.
La prima versione, RepRap “Darwin”, viene completata nel 2007: circa il 48% delle parti sono stampate da sé stessa, il resto è viteria e parti elettroniche commodity. Licenza GPLv3 per i progetti meccanici, schemi elettronici aperti.
Il movimento
RepRap si diffonde come progetto comunitario: centinaia di volontari progettano varianti — Mendel, Huxley — e stanno iniziando a nascere le prime aziende che producono kit basati su RepRap.
La licenza aperta consente proliferazione: chiunque può copiare, modificare, vendere. La pressione competitiva sta già abbattendo i costi — una stampante FDM che nel 2006-2007 costava 5.000+ € scende, al 2008, intorno ai 2-3.000 €.
Prusa i3 (in emersione)
A metà 2008 Josef Průša — giovane designer ceco — sta iterando su Mendel e lavora a una variante semplificata che verrà poi pubblicata come Prusa i3: design rigido, parti stampabili sul frame in acciaio/alluminio, documentazione curata. È la traiettoria che punta a fare di RepRap un kit realmente alla portata di un hobbyist.
Ecosistema
Lo stack Open Source della stampa 3D include:
- Slicer: Skeinforge — traduce modelli 3D in G-code
- Firmware: Sprinter e Marlin (fork di Grbl)
- Formati: STL, OpenSCAD
- Portali di condivisione modelli: Thingiverse (MakerBot, 2008)
Nel contesto italiano
La comunità italiana di stampa 3D sta muovendo i primi passi, con appassionati che assemblano RepRap “Darwin” e “Mendel” negli hackerspace. Alessandro Ranellucci (autore di Slic3r) è uno dei contributor italiani di primo piano nell’ecosistema.
Riferimenti: RepRap Project (Adrian Bowyer, Università di Bath, 2005). RepRap Darwin (2007). Licenza GPLv3. Thingiverse (MakerBot, 2008).
