Contesto
Nel periodo 2008-2010 l’idea di Open Source hardware è crescente (Arduino, RepRap, Chumby, Adafruit, SparkFun) ma manca una definizione formale analoga all’Open Source Definition dell’OSI per il software. Diversi attori — aziende e community — iniziano a coordinarsi.
La definizione
La Open Source Hardware (OSHW) Definition viene formalizzata attraverso varie bozze e rilasciata in versione 1.0 nel febbraio 2011, successivamente consolidata e adottata come riferimento dal giugno 2012 quando nasce l’Open Source Hardware Association (OSHWA) come entità non-profit.
I principi richiedono:
- Documentazione del design accessibile (schemi elettronici, PCB layout, BOM, CAD meccanico, firmware)
- Licenza che permetta modifica e redistribuzione (sia commerciale che non)
- No discriminazione di persone, gruppi, ambiti d’uso
- Attribuzione mantenuta ma senza richiedere permessi ulteriori
OSHWA
Open Source Hardware Association (registrata nel 2012 come 501(c)(3)) ha sede a New York. Tra i fondatori figurano Alicia Gibb, Windell Oskay, Nathan Seidle (SparkFun), Phillip Torrone (Adafruit), Limor “Ladyada” Fried (Adafruit), Massimo Banzi (Arduino) e altri.
Missione:
- Mantenere e aggiornare la OSHW Definition
- Avviare un futuro programma di certificazione con logo UID per progetti conformi
- Organizzare l’Open Hardware Summit (annuale, dal 2010)
- Advocacy verso legislatori e community scientifica
Le licenze tipiche
Per le diverse componenti di un progetto hardware open si usano licenze diverse:
- CC BY-SA 4.0 — documentazione, CAD meccanici, manuali
- CERN Open Hardware Licence (v1.2, CERN 2011) — schemi elettronici e PCB
- TAPR Open Hardware License — alternativa storica
- GPL / LGPL — firmware
- Solderpad License (2012) — layout PCB
- Creative Commons Zero (CC0) — rilascio in public domain
Progetti iconici
Esempi di hardware certificato OSHW o storicamente allineato alla Definition:
- Arduino Uno e tutta la linea Arduino (CC BY-SA + schema CERN OHL)
- RepRap / Prusa i3 (GPLv3)
- OLIMEX boards (Bulgaria)
- Chumby (2006-2012)
- Raspberry Pi Pico — boards Raspberry Pi Foundation (parzialmente open)
- SparkFun boards e Adafruit boards
- System76 (laptop Coreboot + driver)
Nel contesto italiano
Arduino è storicamente il contributo italiano più influente al movimento OSHW (articolo dedicato separato). L’ecosistema italiano OSHW comprende anche:
- OLIMEX — collaborazioni con Fablab italiani
- WASP (stampanti 3D)
- Sharebot (stampanti 3D)
- UDOO — board SBC con CPU + microcontroller integrati
- eMotorWerks (spin-off italiana storica, poi acquisita)
OSHW è riferimento per il Codice dei contratti pubblici italiano (riuso Open Source nella PA) e per le linee guida AgID su approvvigionamento tecnologico — anche se con focus prevalente su software.
Riferimenti: Open Source Hardware Definition 1.0 (febbraio 2011). Open Source Hardware Association (OSHWA, 2012). Alicia Gibb, Nathan Seidle, Limor Fried, Massimo Banzi. CERN Open Hardware Licence (CERN, 2011). Open Hardware Summit (dal 2010).
