OpenStack Cactus: il cloud privato IaaS open source arriva alla terza release

OpenStack Cactus (15 aprile 2011): terza release del progetto avviato nel 2010 da NASA e Rackspace. Nova (compute) e Swift (object storage) consolidano l'offerta Infrastructure-as-a-Service open source alternativa ad Amazon EC2/S3.

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Il cloud privato diventa possibile

Nel 2010 Amazon Web Services domina il cloud pubblico — EC2 (2006), S3 (2006), RDS, CloudFront — senza alternative realmente paragonabili. Le organizzazioni che desiderano cloud privato o ibrido (per motivi normativi, di costo, di sovranità dei dati) non hanno strumenti open source maturi per costruirselo.

OpenStack nasce in questa lacuna come collaborazione tra NASA — che aveva sviluppato Nebula, piattaforma IaaS interna — e Rackspace, hosting provider con una propria soluzione di object storage. Il progetto è stato annunciato a luglio 2010 come iniziativa open source con licenza Apache 2.0 e cadenza di rilascio semestrale.

Le prime tre release:

  • Austin (ottobre 2010) — primo rilascio, Nova + Swift
  • Bexar (febbraio 2011) — seconda, aggiunta di Glance per le immagini VM
  • Cactus (15 aprile 2011) — terza, consolidamento

I componenti base

Nova — compute orchestrator. Gestisce VM attraverso hypervisor (KVM, Xen, Hyper-V), espone API REST stile AWS EC2, coordina scheduling su pool di compute node, gestisce networking (nel design iniziale; poi separato in Neutron).

Swift — object storage distribuito, ispirato al modello di Amazon S3. Contributo di Rackspace da codice interno (Cloud Files). Nessun single point of failure, replicazione configurabile, consistency eventual, API REST.

Glance — servizio di registro immagini VM (introdotto in Bexar). Consente il catalogo e distribuzione di immagini ai compute node di Nova.

Keystone — arriverà in Essex (aprile 2012): servizio di identity, autenticazione unificata, autorizzazione via ruoli/progetti/domini.

L’ambizione comunitaria

OpenStack adotta un modello di governance comunitaria aperta: non un singolo vendor possiede il progetto, le decisioni sono prese da Technical Committee elettivi, i release sono pubblici. Questo è diverso da strategie simili-per-intento ma diverse-per-controllo (per esempio Eucalyptus, altro IaaS open source fondato 2008 con licenza GPL, molto più controllato dal fondatore).

Al 2011 l’adesione industriale cresce rapidamente: HP, Dell, IBM, Intel, AT&T, Canonical (Ubuntu), Red Hat, SUSE, Cisco si iscrivono come membri corporate. Nel settembre 2012 nascerà formalmente la OpenStack Foundation come ente indipendente.

Concorrenti e alternative

A metà 2011 lo spazio IaaS open source include:

  • Eucalyptus — pionieristico, 2008, compatibilità API AWS, licenza GPL poi open core. Declino relativo con crescita di OpenStack
  • OpenNebula — progetto europeo (Ibero America), IaaS per HPC, focus differente
  • CloudStack (Cloud.com / Citrix) — più enterprise-oriented, passerà a Apache Foundation 2012
  • oVirt (Red Hat) — virtualization management, non IaaS completo

OpenStack attrae la maggiore adesione grazie al modello aperto e all’endorsement industriale.

Adozione enterprise

Al 2011-2013 OpenStack inizia a entrare in produzione:

  • NASA continua ad usarlo internamente
  • Wikimedia Foundation — backend Wikimedia Labs
  • CERN — progetto di cloud privato per il laboratorio (poi uno dei deployment più grandi al mondo)
  • Rackspace Cloud — offerta pubblica basata su OpenStack
  • HP Cloud — launch pubblico basato su OpenStack (poi dismesso)
  • Università e centri di ricerca europei e americani

In Italia: INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) adotta OpenStack per il cloud privato in contesto scientifico. Primi deployment OpenStack in università e PA italiana negli anni successivi.

Il ruolo nella storia del cloud

OpenStack è il primo tentativo industrialmente credibile di costruire un’alternativa al cloud pubblico AWS con modello open source multi-vendor. La sua esistenza rende possibile ai governi, alle aziende regolamentate, agli operatori telco, alle strutture HPC scientifiche di costruire cloud privati con API compatibili con stili comuni.

L’evoluzione successiva — l’avvento di Kubernetes (2014) e il passaggio del baricentro da IaaS a PaaS/CaaS — relativizzerà il ruolo di OpenStack ma non lo sostituirà: al 2024 OpenStack è ancora usato in migliaia di deployment, incluso il più grande singolo cloud privato europeo (CERN).


Riferimenti: OpenStack Cactus (15 aprile 2011). Annuncio progetto luglio 2010 (NASA + Rackspace). Componenti: Nova (compute), Swift (object storage), Glance (image registry). Licenza Apache 2.0. OpenStack Foundation (settembre 2012).

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