Home > Soluzioni > ICT Legal > Blog > Licenze > Il Copyleft
Il Copyleft Stampa
Licenze
Scritto da Gianluca Craia   

Il copyleft è un particolare strumento giuridico il cui nome è un gioco di parole sul termine copyright; dove il termine "right "richiama il concetto di diritto e di destra, il termine "left" richiama il concetto di permesso e sinistra: il suo effetto è infatti un vero e proprio ribaltamento del diritto d’autore.

In pratica, la sua applicazione garantisce la persistenza dell’assetto dei diritti dato dall’autore verso licenziatari e/o sub-licenziatari di ennesima generazione. Ciò significa che ogni licenziatario che re-distribuirà il programma a terze parti, dovrà farlo senza arrogarsi il diritto di operare nessun tipo di restrizione: tutti coloro che riceveranno la licenza avranno gli stessi diritti concessi dall'autore originario, indipendentemente dai passaggi intermedi.

In questo senso viene spesso detto che le licenze open dotate di copyleft sono “virali”, tanto che l’assetto voluto dall’autore si applicherà non solo in caso di distribuzione di copie dell’originale (la c.d. verbatim copy), ma anche nel caso di opere frutto di rielaborazione. Quindi, la gestione dei diritti garantita dalla licenza del prodotto originale dovrà essere applicata anche al prodotto derivato.

 

In casi particolari e specificatamente individuati dalla licenza, però, le eventuali modifiche apportate al codice potranno essere rilasciate sotto altro assetto, interrompendo perciò la propagazione: ciò dipende fortemente dal tipo di copyleft scelto.

Una licenza con copyleft forte richiede che anche le opere derivate siano rilasciate con la stessa licenza (per esempio: la GPL), altre licenze con copyleft debole (per esempio la LGPL e la MPL ) richiedono l’applicazione della licenza originale solo in determinati casi, negli altri quindi il “virus” non si trasmette. Al di là degli effetti pratici, è necessario però affrontare il copyleft anche da un punto di vista strettamente giuridico. Ciò facendo possiamo affermare che esso rappresenti un obbligo di fare sulla base del quale è possibile misurare l’adempimento del licenziatario.

L’autore subordina, all’adempimento dell’obbligo di propagazione alle stesse condizioni, l’efficacia del contratto di licenza d’uso.

Tanto che le licenze più giuridicamente elaborate, quali la GPL (art. 8, termination), la LGPL (art. 8), la MPL (art. 8, termination), contengono delle vere e proprie clausole risolutive espresse, riconducibili alla fattispecie generale prevista dall’art 1456 del c.c. Perciò, laddove il licenziatario nel redistribuire il programma ovvero un derivato da esso non ottemperi l’obbligo, si ha risoluzione del contratto (per un caso di inadempimento legato alla licenza GPL in Europa si veda Netfilter vs. Sitecomnella giurisprudenza tedesca della District Court di Monaco).

Perchè questa clausola produca i suoi effetti nell’ordinamento italiano è necessario che la parte che ha interesse ad avvalersene comunichi tale intenzione all’altra (art 1456, comma 2°, c.c.).

Tale ultima previsione risulta senza dubbio realizzabile nel concreto se il rapporto si svolge in ambito commerciale, dove la conoscibilità del licenziatario da parte del licenziante è presupposta.

Nei casi invece di rilascio del software alla comunità, il monitoring dell’utilizzo della licenza e la possibilità di comunicazione della volontà di avvalersi della clausola risolutiva in caso di violazione, risulta difficilmente praticabile vista la tendenziale inconoscibilità dei licenziatari entrati in possesso del codice sorgente (allo scopo di ottenere una tutela concretamente realizzabile è stata costituita la Free Software Foundation, la quale, su permesso del detentore del copyright, si muove al fine di ottenere la tutela dei diritti dell’autore anche nei casi più complicati, ad esempio simili a quello descritto).

In sintesi quindi il copyleft produce effetti tra le parti grazie al contratto di licenza secondo la regola del 1372, 1° comma, c.c.

E nei confronti dei terzi sub-licenziatari? Come può l’autore tutelarsi nei confronti di essi considerato che tra di loro non esistono rapporti contrattuali?

La licenza, essendo un contratto, è efficace solo nei confronti delle parti, mentre non produce effetti nei confronti dei terzi ( Art. 1372, 2° comma, c.c.)

In questo caso quindi non sarà più applicabile la tutela contrattuale, ma sarà necessario ricorrere agli strumenti di tutela del diritto d’autore.

Un terzo che tenga una condotta in contrasto con la clausola di copyleft commette perciò, non un illecito contrattuale, bensì una violazione della normativa sul diritto d’autore. Nei suoi confronti quindi l’autore non potrà richiedere la risoluzione del contratto bensì richiederà l’applicazione degli artt. 158 e s.s. della legge sul diritto d’autore ( l. 633/1941 e s.m.i.). In conclusione, si nota come lo strumento copyleft sia particolarmente duttile e funzionale e consenta di aggregare in sè la tutela contrattuale ela tutela prevista dagli artt.158 e ss cosicchè esse possano sostenersi ed integrarsi in relazione alle condotte tenute dai destinatari della licenza.

cc_somerights20